Giannetto Malmerendi. Dall’avanguardia alla visione epica. Le xilografie

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Giannetto Malmerendi
Dall’avanguardia alla visione epica
Le xilografie
A cura di Umberto Giovannini

Il catalogo ripercorre i cinquant’anni di attività incisoria, di Giannetto Malmerendi, attraverso una scelta delle xilografie più significative – tra cui una serie di importanti inediti.
Testo in italiano e inglese
Russi, VACA ed., 2006, pag. 96, 24×32 cm
€ 25,00 (spese di spedizione incluse)

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Estratto dalla prefazione del catalogo

Giannetto Malmerendi è un artista dalla personalità complessa, maestro nel disegno e nella progettazione e dotato di un’innata disinvoltura nel muoversi attraverso differenti discipline, dalla pittura alle arti applicate. La curiosità e l’entusiasmo che nutre fin da ragazzo per il mondo dell’arte, lo portano a confrontarsi con le diverse correnti e i vari movimenti artistici che man mano incontra. Mosso da un fare irrequieto, e in continua ricerca, fa sue negli anni giovanili, le più ardite concezioni dell’ a vanguardia italiana ed europea, con risultati originali, suscitando l’interesse della critica e degli   altri artisti.

Malmerendi quindicenne è allievo alla Scuola arti e mestieri “Tommaso Minardi” di Faenza, sua città natale, dove segue i corsi di arti applicate. Frequenta Francesco Nonni e gli altri giovani, di pochi anni più grandi di lui, che hanno partecipato alla straordinaria avventura artistica del “Cenacolo” di Domenico Baccarini. Sono gli anni in cui Nonni sta realizzando le prime importanti serie di xilografie: Malmerendi, in questo clima ricco di stimoli, inizia a incidere su legno.

Nel 1912, diciannovenne, a Bologna, dove è iscritto al Regio Istituto di Belle Arti conosce Adolfo De Carolis, artista già famoso (sue le incisioni per la celebrata edizione della tragedia Francesca da Rimini di D’Annunzio) che assieme al gruppo d’incisori dell’«Eroica» – rivista madre della rinascita xilografica italiana -, sta organizzando la Prima Esposizione Internazionale di Xilografia. Mostra che fu il punto d’approdo e di propulsione per quest’arte nei primi decenni del Novecento.

Nel gennaio del 1914, sempre a Bologna, Malmerendi incontra il gruppo futurista e aderisce d’impeto alle loro idee. È un periodo tanto breve quanto intenso: molto lavoro, partecipazione al m ovimento e corrispondenza con Umberto Boccioni e Filippo Tommaso Marinetti che inaugura a Faenza, nel gennaio 1915, una mostra di “Malmerendi futurista”. Lungi dallo sfruttare opportunisticamente questa situazione, l’artista è già altrove: negli ultimi mesi del 1914, infatti, intaglia una serie di xilografie espressioniste tra le più innovative di tutta la sua produzione incisoria, e che ben si confrontano con le opere di Emilio Mantelli o di Lorenzo Viani, massimi rappresentanti dell’espressionismo in Italia.

Partito per la guerra continua a incidere e, tra la fine del 1915 e il 1917, muta lo stile delle sue opere ancora una volta in sintonia con altri grandi artisti italiani ed europei – basta citarne uno per tutti: André Derain – . Stile che diviene, al rientro dal conflitto, la ricerca di un mondo lirico, di tradizioni e paesaggi – per lui quelli della Romagna – che lo porta a una sua epica visione fatta d’umiltà, valori affettivi, intimità e bellezza da cui non si discosterà fino alla fine.

 Umberto Giovannini

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