Albo della dodicesima edizione Libri mai mai visti

lmmvCat06
Albo della dodicesima edizione del concorso Libri mai mai visti
opere premiate e segnalate
Russi, VACA Edizioni, 2006
58 pp. del catalogo a colori + 38 pp. bianche per appunti, 15 x 15 cm.
rilegato in cartoncuoio con elastico

Proprio mai, mai visti? Non ci credo. Ogni partecipante al Concorso ha un amico/amica, fratello/sorella, moglie/marito/amante a cui chiedere conforto, approvazione, incoraggiamento.

 

Libri? Non direi proprio. Piuttosto Artefatti Comunicativi. Artefatto è una definizione contenuta in un saggio degli anni ’70 di Rossi Landi (tutto ciò che non esiste in natura, ma che è fatto dall’uomo). Comunicativi deriva da una successiva apposizione di Giovanni Anceschi che sta a indicare gli artefatti realizzati con l’intento di comunicare.

 

Sto contestando il consolidato titolo del concorso della VACA? No davvero, sto solo precisando.

 

Considero un autentico privilegio partecipare alla giuria di questo premio, figurarsi se contesto. Il fatto è che, da quando sono stato amichevolmente cooptato, mi è capitato di vedere elaborati che mi hanno affascinato o emozionato o entrambe le cose, e pochi di questi avevano una parvenza libresca.

 

Mi è stata offerta l’opportunità di soppesare opere dotate di originalità e di qualità, che quasi sempre assumevano forme non irregimentate. Di discuterne con altre persone, in comunione di idee, così meglio cogliendo intenzioni e sottintesi, motivazioni, espressioni sensibili e trasporti dell’animo non sempre appalesati.

 

Dunque trovo naturale interrogarmi sulla natura di questi oggetti. E ancora di più mi incuriosiscono le motivazioni che presiedono all’elaborazione di tali artefatti.

 

La maggior parte dei partecipanti non sembra avere l’ambizione di realizzare opere d’arte, pur nella presunzione scontata dell’opera unica. Né, valutando l’aspetto comunicativo, può ragionevolmente immaginare di poter diffondere messaggi destinati a incidere nella coscienza collettiva. La visione, dopo tutto, è destinata al colto e all’inclita e avviene in una contiguità, se non fisica, certamente spirituale. Le ipotesi esaminate in proposito mi hanno portato alla conclusione che, alla radice, vi sia una sorta di complicità. Complicità con le belle teste pensanti che hanno concepito un premio siffatto. Complicità con i selezionati visitatori delle mostre, che si diramano or quinci or quindi per esibire i Libri Mai Mai Visti. Che non mobilitano folle plaudenti, bensì sono destinate a raccogliere in intima partecipazione animi eletti e sensibili. Complicità insomma tra spiriti affini. Ho deciso che intendo perpetuare questo tipo di rapporto inconsueto con un mondo popolato da persone non consuete. Quando un giorno verrò allontanato dalla giuria, se non dai responsabili della VACA dal signor Alzheimer, intendo concorrere anch’io. Privo come sono di talenti artistici e manuali, ho individuato un tema che la Commissione dovrà accettare per forza: i libri invisibili. Si tratta solo di compiere un breve, definitivo passo in avanti.

 

Mario Vigiak

 

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