What is VACA

Quattro chiacchiere e una bevuta

Si snoda lungo un’arco di venticinque anni la produzione editoriale di vaca, pubblicando autori e opere che nessuno avrebbe mai pubblicato e, di converso, autori e opere che altri sarebbero poi corsi a pubblicare: valga per tutti La Piazza Universale di Tomaso Garzoni: nessuno l’aveva più pubblicata da 400 anni, poi un po’ di tempo dopo la nostra anastatica del 1989 (edita con i tipi della Essegi di Ravenna e velocemente esaurita) ecco che sia Einaudi che Olschki ti sfornano due splendide riedizioni.

Ahi ahi Anselma, è un cofanetto di dieci lavori talmente bizzarri che persino Baraghini – il nume dei 1.000 lire – declinò l’offerta di stamparlo e pensare che lì dentro ci sono autori che poi qualcosina di molto buono l’han sfornata negli anni successivi in Italia e all’estero: saggi d’arte, fumetti, libri per l’infanzia, sceneggiature per film, documentari. Basta così, tanto è esaurito.

Sta di fatto che l’editoria vaca un pregio suo ce l’ha: non annoia. Dal Serraglio alla Divina Commedia, col commento di Benvenuto da Imola – il più informato, romanzesco e fascinoso del genere – mai più ristampato da metà Ottocento; da Drug Lion a Tizca – “impubblicabile” fumetto il primo, sceneggiatura di film per patiti e malati interinali la Tizca; dalle splendide monografie su xilografi e pittori, e su su sino alla vena non-sense dell’Impiegatto e dei vent’anni di cataloghi di Libri mai mai visti ci si sbatte comunque con la domanda: ma che cazzo di libro è questo? Perché non l’ho mai visto in libreria? Questo è il buono dell’Italia: Roma è bellissima ma vuoi mettere una notte giusta sul Lago di Bolsena?

Dei tre lungometraggi vaca, dei documentari, della fotografia qui ci sono solo “ambiziose” tracce e forse sarà il caso, prima o poi, di mettere mano a una sezione specifica con le sceneggiature, gli storyboard, i backstage e almeno l’elenco dei dvd dei molti documentari. Per adesso, buona lettura di quel che c’è.

 

Il proto